Jannik Sinner trionfa a Bergamo

Jannik Sinner ha coronato la sua settimana da sogno, sollevando il trofeo Faip-Perrel di Bergamo al termine di una finale semplicemente dominata contro Roberto Marcora. Un 6-1 6-3 che lascia poco spazio all’immaginazione e che testimonia, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, una conduzione di gara ineccepibile. Sinner ha prevalso in quasi tutti gli scompartimenti del gioco, approfittando nel secondo parziale anche di un Marcora un po’ demoralizzato.

Sinner si è fatto notare durante tutta la settimana per un gioco nel complesso già piuttosto completo. Dritto e rovescio paiono abbastanza strutturati e più o meno equivalenti, il servizio funziona ed è vario. Aiutato anche dall’avversario, oggi la stellina azzurra si è presentata con buona frequenza e buon profitto anche a rete. Deve ovviamente crescere ancora molto dal punto di vista della muscolatura, ma intanto il ragazzo lascia ben sperare per il futuro.

Più che altro ha colpito, e merita qualche considerazione, la scelta di tentare già la via dei tornei professionistici. Col senno di poi la decisione ha sicuramente pagato, sia in termini di risultati che di fiducia, ma alla lunga è la linea migliore da seguire o un po’ di apprendistato nel circuito junior è comunque necessario? Indubbiamente confrontarsi con le vecchie volpi da Challenger e con altri giovani rampanti è più allenante e permette di crescere e imparare molto, anche se le vittorie dovessero latitare nel prossimo futuro. Dall’altro lato, però questa settimana è anche figlia di un carico di pressioni decisamente limitato. Sinner ha sempre giocato a braccio sciolto, senza avere nulla da perdere, perché nessuno si sarebbe mai sognato di darlo per favorito alla vigilia. Sfidare i coetanei nel circuito junior invece comporta un diverso impegno mentale, nel momento in cui ci si approccia ai match e ai tornei come favorito. Il nostro Lorenzo Musetti ha avuto un assaggio di questo tipo di prova durante lo scorso Australian Open, giocato e vinto con sulle spalle il peso della prima testa di serie.

Partendo dal presupposto che non c’è una risposta giusta, perché ogni giocatore è diverso e fa storia a sé, probabilmente occorre un mix bilanciato. Il circuito under 18 è infatti altamente formativo in quanto propone, in scala certamente, le pressioni e le situazioni che poi si possono affrontare nel circuito maggiore, mentre giocare già coi professionisti comunque crea un bagaglio di esperienze ugualmente importanti. Sull’onda di questo successo e compatibilmente con ciò che il suo nuovo ranking gli permette (sarà numero 324 da lunedì), Sinner dovrebbe provare a battere il ferro finché è caldo e tentare ancora la via dei tornei pro. Il ragazzo certamente si è messo in buone mani, potendo contare sul proprio coach Andrea Volpini e sulla consulenza di Riccardo Piatti e Massimo Sartori. Per ora, che si goda il titolo appena vinto. Se son rose…